Le Origini del Dolcevita, capo raffinato e senza tempo



Dolcevita, collo alto, turtleneck, polo neck sono questi i nomi più comuni per definire uno dei capi iconici e che richiamano subito la stagione fredda, quella piacevole sensazione di tepore in cui avvolgersi nelle rigide giornate invernali.



Incerte sono le origini di questo particolare tipo di maglia, Alcune fonti le riconducono al nobile gioco del polo inglese, quando alla fine del 1800, i giocatori per ripararsi dal freddo, chiesero di alzare il collo delle maglie indossate durante le partite, e per questo in inglese britannico si chiama polo neck.

Secondo altri il collo alto nacque agli inizi del ‘900 dalla necessità dei marinai di scaldare e proteggere il collo nelle giornate più fredde, quando il vento rendeva impossibile indossare la sciarpa.





Ma è Noel Coward, poliedrico commediografo e attore inglese a trasformarlo in indumento intellectual – chic identificativo di artisti e intellettuali. Sono gli anni ’20 del 1900, il mondo artistico è in piena fermentazione e si cercano nuovi canoni estetici.


In Italia il classico maglione a collo alto deve il suo appellativo al famoso film di Federico Fellini. La leggenda vuole che il nome derivi dalla scena finale de "La dolce vita" in cui Mastroianni indossa una camicia scura e un foulard al collo che, se osservati da media distanza, sembrano un maglione a collo alto.





Un capo pratico, ma al tempo stesso raffinato, tantoché nel campo cinematografico si trova spesso il binomio spia-dolcevita, facendolo entrare nell’immaginario collettivo come outfit di personaggi del calibro di James Bond.